Villa sparici landini





Storia
Villa Sparici Landini

Alla sommità di via Monte Corno giungiamo a Villa Sparici Landini (la villa ed il parco non sono visitabili), già Angheben, un edificio derivato probabilmente da costruzioni più vecchie ma finito com’è nei modi ottocenteschi. L’edificio è, fra giardini fioriti, in posizione invidiabile, all’inizio di una dorsale alberata di cipressi in una lunga doppia fila che spazia di largo ad est ed ovest. Questi cipressi furono piantati dopo le battaglie del 1848 in onore degli ufficiali austriaci morti in guerra: essi cessano, non per niente, di fronte ad un enorme tumulo artefatto, non modellato dalla natura.

Non sarà inutile specificare che il nostro territorio è parte dell’anfiteatro morenico del Garda, formato da una serie di colline poste a ferro di cavallo alte non più di 200-210 metri. Queste colline sono costituite da materiali incoerenti, erosivi e permeabili, ciottoli e ghiaie depositati dalle glaciazioni e dai torrenti di scioglimento glaciale dell’ultimo milione di anni.

Nel fianco occidentale della collina detta Montecorno, nel tardo autunno del 1868 dei lavori di sterro per l’impianto di un grande vigneto portarono alla luce le impronte di un villaggio dell’età del bronzo, il primo insediamento umano in loco, con esempi materiali di vita preistorica come punte di frecce, pesi di telaio, spille e vasi.

La villa la si vede, regolare nelle sue strutture e nei suoi colori, tradizionali per il veronese, rosso ed oro, dal paese, in vetta al Corno. Dove rivela, ad un esame appena meno superficiale, d’essere stata strategicamente importante. Residui di murature in mattone, scoperte sotto la cantina, forse risalenti ad una muraglia scaligera di guardia avanzata alla città, non hanno fatto che confermare le più logiche impressioni. Non sarebbe infatti fuori luogo pensare addirittura che il bastione, su cui insiste e che attraversa di lungo la vallata, non sia affatto un rilievo naturale, bensì una antica costruzione dell’uomo per la difesa avanzata di Verona.

Le testimonianze sono più d’una: ci sono resti di murature e cunicoli per lunghi tratti nel monte che anche gli austriaci utilizzarono come osservatorio strategico; nel 1866, all’epoca della terza guerra d’indipendenza, il comandante del loro esercito, l’arciduca Alberto, scelse quest’altura come sede del suo quartier generale.
Qualche decennio prima le autorità asburgiche avevano edificato una galleria all’interno del Montecorno, i muri che la sostengono, tuttavia, in certi punti presentano delle caratteristiche che fanno pensare ad una costruzione preesistente, risalente all’epoca scaligera, che gli austriaci non avrebbero fatto altro che ampliare.

L’altezza della località fu sfruttata anche dal 1891 e per svariati decenni, per accendere dei falò alle feste dell’Epifania, talmente giganteschi che si vedevano perfino da Verona, suscitando grande stupore.

Nell’interno della villa, un vasto salone distribuisce, secondo consuetudini costruttive veneziane, i passaggi ed i collegamenti alle varie stanze ed ai servizi.


Sparici Landini
Azienda Agricola San Quirico
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